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 Coordinamento Regionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie

L’organismo che si pone in relazione funzionale con la Direzione Regionale Prevenzione e che si interfaccia con il Centro Nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie.

 

Individuazione delle disuguaglianze in salute e creazione di conseguenti modelli di azioni di sorveglianza e contrasto

Le disuguaglianze sociali hanno un forte impatto sulla salute degli individui, anche in paesi evoluti e dotati di un Servizio Sanitario Nazionale; l’Unione Europea nel 2007 ha stimato che più di 700.000 decessi/anno e circa il 20% dei costi dell’assistenza sanitaria dei Paesi membri sono legati alle disuguaglianze socio-economiche.
I determinanti sociali della salute, oltre a modificare il rischio di malattia, condizionano le modalità di accesso a servizi preventivi di provata efficacia, come gli screening per i tumori della cervice uterina, della mammella e del colon retto, che il SSN garantisce come LEA a tutta la popolazione in determinate fasce di età.
Evidenze della letteratura scientifica, confermate da esperienze sul campo, mostrano che fasce di popolazione in condizioni di svantaggio sociale (con basso livello di istruzione, scarsa health literacy, difficoltà economiche), e in particolari sottogruppi “hard to reach” ( tra cui immigrati, comunità nomadi, popolazione carceraria) presentano coperture più basse per gli screening oncologici, come peraltro un minor accesso ad altre pratiche preventive efficaci.
Questo progetto, finanziato dal Ministero della Salute-CCM, intende implementare strategie più efficaci per raggiungere sottogruppi di popolazione “heard to reach”, a partire dall’ambito dello screening citologico, che, essendo rivolto alla fascia di età più ampia (25-64 anni), comprensiva delle classi più giovani (più rappresentate fra le donne immigrate), fornisce la possibilità di innestare sull’intervento principale azioni sinergiche sulla salute sessuale e riproduttiva, la tutela della maternità e la profilassi vaccinale, come avviene all’interno del programma di vaccinazione dei bambini Rom condotto dall’ULSS 20 e in programmi di altre Regioni.
 

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