Radon

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Elenco dei 21 Comuni nelle Aree Prioritarie individuate da Regione del Veneto in collaborazione con ARPAV

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e insapore quindi non è percepibile dai nostri sensi.

Deriva dal decadimento dell’uranio-238 che è una sostanza radioattiva naturale presente nelle rocce, soprattutto quelle vulcaniche e granitiche, fin dal tempo della loro formazione.

Il radon entra nel corpo per inalazione (contaminazione) e il suo organo bersaglio è il polmone
 

Dove si trova
  • È naturalmente presente nel terreno e nelle rocce in quantità variabile e, data la sua natura, può propagarsi nell’aria e nell’acqua.
  • Negli ambienti esterni il radon si trova in concentrazioni molto basse grazie alla continua diluizione e dispersione nell’aria.
  • Negli ambienti chiusi (case, scuole, luoghi di lavoro…) il radon si accumula raggiungendo concentrazioni più elevate, che impattano negativamente sulla salute dell'uomo.

La principale fonte di radon indoor è data dal suolo su cui poggia l’edificio, e, in minima parte, dai materiali di costruzione dell'edificio. Trattandosi di un gas, può migrare facilmente dal terreno verso la superficie ed infiltrarsi negli edifici attraverso:

  • crepe nel pavimento o nei muri
  • giunti di costruzione
  • passaggi di tubature o cavi
  • materiali da costruzione 

Tende inoltre ad accumularsi soprattutto nei piani bassi, nei seminterrati e nelle cantine, dove la ventilazione è  ridotta.

 

Effetti sulla salute
  • Fuoriuscendo dal terreno il radon si trasforma chimicamente, emettendo sostanze radioattive che decadono ed emettono radiazioni ionizzanti.
  • Tale gas, proprio per le sue caratteristiche fisiche e chimiche, è in grado di provocare il tumore al polmone, costituendo la seconda causa di insorgenza di tumore al polmone, dopo il fumo di sigaretta.
  • In presenza di radon sono i fumatori che rischiano di più a causa dell’effetto combinato dei due agenti inquinanti. Stesso rischio colpisce anche coloro che entrano in contatto col fumo passivo. 
  • Si stima che in Italia il radon sia responsabile di circa il 10% dei tumori polmonari, pari a 3.400 casi ogni anno. I valori regionali variano dal 4% al 16%.

Un'implicazione importante del sinergismo fumo - Radon nell’insorgenza del cancro polmonare è che molte morti correlate al Radon si possono prevenire con l’interruzione dell’abitudine al fumo.


Cosa fare
Datori di lavoro

É obbligatorio effettuare misurazioni di durata annuale della concentrazione media di radon nei luoghi di lavoro riportati nella tabella sottostante: 

LUOGO

TERRITORIO

TERMINE FINALE PER MISURAZIONI

A PARTIRE DA

OPPURE

Sotterranei

Regione

24 mesi

27 agosto 2020

D.lgs. n. 101/2020

Inizio attività se successiva al 2020

Semisotterranei o piano terra

Aree prioritarie

18 mesi

20 maggio 2025

Pubblicazione elenco aree prioritarie

Inizio attività se successiva alla pubblicazione delle aree prioritarie

Luoghi ulteriori PNAR

Definito dal PNAR

24 mesi

11 gennaio 2024

Pubblicazione PNAR

Inizio attività se successiva alla pubblicazione del PNAR

Stabilimenti termali

Regione

24 mesi

27 agosto 2020

D.lgs. n. 101/2020

Inizio attività se successiva al 2020

 

Nel dettaglio:

  • il datore di lavoro deve rivolgersi ai servizi di dosimetria riconosciuti idonei ai sensi dell'art 155 del D.lgs. n. 101/2020;
  • le misurazioni durano 1 anno, con sostituzione dei dosimetri dopo 6 mesi;
  • i servizi di dosimetria comunicano al datore di lavoro e all'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) i risultati delle misurazioni;
  • in caso di superamento dei valori limite, il datore di lavoro deve comunicare i risultati agli organi di vigilanza (ULSS, ARPAV, INL) e rivolgersi a un Esperto in interventi di risanamento radon;
  • eventuali interventi di risanamento devono concludersi entro 2 anni e i valori limite devono essere verificati con nuova misurazione.
Cittadini

Non è possibile prevedere, prima della costruzione di un edificio, quale sarà la concentrazione del radon all’interno, però ci sono delle tecniche costruttive che permettono di limitarne l’ingresso. È bene che in fase di costruzione tali tecniche di mitigazione siano già predisposte.

Per effettuare la misurazione della concentrazione del gas radon all'interno delle abitazioni è necessario rivolgersi ai servizi di dosimetria riconosciuti idonei ai sensi dell'art 155 del D.lgs. n. 101/2020. La misura dura un anno e il risultato va confrontato con il livello di riferimento della normativa in termini di concentrazione media annua (attualmente pari a 300 Bq/m3 per le abitazioni esistenti prima del 31/12/2024 e 200 Bq/m3 per le abitazioni costruite dopo il 31/12/2024).

In caso di superamento del livello di riferimento è necessario rivolgersi a un Esperto in interventi di risanamento radon, si tratta di un professionista che possiede le abilitazioni, la formazione e l'esperienza necessaria per fornire indicazioni tecniche ai fini dell'adozione delle misure correttive per la riduzione della concentrazione di gas radon.

Link e approfondimenti

ARPAV

 

Normative di riferimento

DIRETTIVA 2013/59/EURATOM DEL CONSIGLIO, DEL 5 DICEMBRE 2013, CHE STABILISCE NORME FONDAMENTALI DI SICUREZZA RELATIVE ALLA PROTEZIONE CONTRO I PERICOLI DERIVANTI DALL’ESPOSIZIONE ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI

Direttiva n. 59 del 05/12/2013

La Direttiva stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 gennaio 2024

Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 11/01/2024

Adozione del piano nazionale d'azione per il radon 2023-2032

DECRETO LEGISLATIVO 31 LUGLIO 2020, n. 101 ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2013/59/EURATOM, CHE STABILISCE NORME FONDAMENTALI DI SICUREZZA RELATIVE ALLA PROTEZIONE CONTRO I PERICOLI DERIVANTI DALL'ESPOSIZIONE ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI

Decreto legislativo n. 101 del 31/07/2020

Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 1161 DEL 30 SETTEMBRE 2025, APPROVAZIONE DEL "PROGETTO PER LA MISURAZIONE DEI LIVELLI DI RADON NELLE SCUOLE E NELLE STRUTTURE SANITARIE DELLE AZIENDE ULSS"

Deliberazione della giunta regionale n. 1161 del 30/09/2025

Approvazione del "Progetto per la misurazione dei livelli di Radon nelle Scuole e nelle strutture sanitarie delle Aziende ULSS" finalizzato alla prevenzione e protezione dai rischi per la salute legati all'esposizione a radon nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo ai servizi educativi per l'infanzia, alle scuole di ogni ordine e grado e alle strutture delle Aziende ULSS e contestuale approvazione dello schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) volto a disciplinare i reciproci rapporti giuridici ed economici per la realizzazione delle attività progettuali. D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101.

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 464 DEL 02 MAGGIO 2025, APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO "RADON INDOOR - PRIMA INDIVIDUAZIONE DELLE AREE PRIORITARIE IN VENETO", AI SENSI DELL'ART. 11, COMMA 3 DEL D.LGS. 31 LUGLIO 2020, N. 101 E ISTITUZIONE DI UN GRUPPO DI COORDINAMENTO.

Deliberazione della giunta regionale n. 464 del 02/05/2025

Approvazione del documento “Radon Indoor – Prima individuazione delle aree prioritarie in Veneto” che individua le aree nelle quali la concentrazione media annua di radon in aria è superiore al livello di riferimento in un numero significativo di edifici, ai sensi dell’art. 11, comma 3 del D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101. Si istituisce, inoltre, un Gruppo di coordinamento per le attività previste dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) 2023-2032, approvato con DPCM 11 gennaio 2024.

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 92 DEL 04 FEBBRAIO 2025, APPROVAZIONE DEL "PROTOCOLLO PER LA SORVEGLIANZA SANITARIA DEI SOGGETTI EX ESPOSTI A RADON" E DISPOSIZIONE IN MERITO ALLA COPERTURA ECONOMICO-FINANZIARIA DELLE ATTIVITÀ DI SORVEGLIANZA DEGLI EX ESPOSTI A CLORURO DI VINILE MONOMERO (CVM) E A RADON.

Deliberazione della giunta regionale n. 92 del 04/02/2025

Approvazione del "Protocollo per la sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti a radon" e si dispone in merito alla copertura economico-finanziaria delle attività di sorveglianza degli ex esposti a cloruro di vinile monomero (CVM) e a radon.

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 23 LUGLIO 2013, PREVENZIONE E SALVAGUARDIA DAL RISCHIO GAS RADON.

Legge regionale n. 20 del 23/07/2013

Prevenzione e salvaguardia dal rischio Radon

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2026

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