Iodoprofilassi: domande e risposte

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Che cos’è lo iodio e a cosa serve?

Lo iodio è un micronutriente essenziale per il nostro benessere e per prevenire diverse malattie tiroidee. E’ infatti necessario per il funzionamento della tiroide, una ghiandola endocrina posta alla base del collo, affinché possa produrre e rilasciare nel sangue adeguati livelli dei cosiddetti “ormoni tiroidei”, che contengono iodio nella loro formulazione chimica (tiroxina o T4 e triiodiotironina o T3).
Questi ormoni sono fondamentali per mantenersi in salute ad ogni età, regolando diversi processi metabolici, ed ancora di più nelle prime fasi di sviluppo, favorendo il corretto sviluppo del Sistema Nervoso Centrale e l’accrescimento corporeo. Nella vita adulta regolano la funzione del cuore, dei muscoli, dell’intestino e la produzione di calore.

 

Cosa comporta una carenza di iodio?

In caso di iodocarenza possono insorgere diverse patologie causate da un non corretto funzionamento della tiroide, la cui gravità dipende dall’entità della carenza di iodio e dal periodo della vita in cui questa avviene.
Tra i disturbi più frequenti vi sono il cosiddetto “gozzo” diffuso o nodulare, un ingrossamento alla base del collo dovuto all’aumento visibile della tiroide nel suo tentativo di “compensare” la carenza di iodio, e una ampia gamma di problemi funzionali che vanno dall'ipotiroidismo, se la carenza è severa, all’ipertiroidismo se la carenza è lieve-moderata, ma cronica. L’ipotiroidismo può comportare diverse manifestazioni cliniche, come aumento del peso, profonda stanchezza, indebolimento muscolare, sonnolenza, intolleranza al freddo; l’ipertiroidismo può associarsi a nervosismo, intolleranza al caldo, tachicardia e favorire l’insorgenza di disturbi del ritmo cardiaco.
Le conseguenze più gravi si hanno quando la carenza di iodio si verifica durante la gravidanza, l’allattamento: fasi della vita in cui aumenta il fabbisogno giornaliero di iodio. In caso di severa carenza iodica si osserva un aumento del rischio di aborto, malformazioni congenite, mortalità perinatale, disturbi della sfera cognitiva e ritardo dell’accrescimento.

 

In quali alimenti posso trovare lo iodio?

Lo iodio si assume attraverso gli alimenti. Sono buone fonti di iodio il pesce di mare, crostacei, molluschi, prodotti caseari.  In particolare, il latte costituisce una fonte importantissima di iodio alimentare. Tuttavia, la quantità di iodio assunta con gli alimenti spesso non è sufficiente a garantire un apporto giornaliero adeguato.
Il metodo più efficace per assicurare un corretto apporto di iodio consiste nell'usare, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, contenente gli alimenti sopra elencati, anche il sale iodato, al posto del comune sale da cucina, una misura volta alla prevenzione dei disturbi tiroidei legati ad un insufficiente apporto di iodio, introdotta in Italia con la Legge n° 55 del 21 marzo 2005 promossa dal Ministero della Salute.

 
Cos’è la iodoprofilassi?

La iodoprofilassi consiste nell'integrazione di iodio nell'alimentazione per assicurarne la giusta quantità giornaliera.
La più efficace strategia di iodoprofilassi si basa sull’utilizzo del sale iodato che altro non è che normale sale da cucina arricchito di iodio, senza alterazioni di gusto o sapore.
Per legge, il sale iodato deve essere disponibile in tutti i punti vendita di generi alimentari e la sua presenza sugli scaffali o nei prodotti che lo contengono è evidenziata da appositi loghi del Ministero della Salute. Per evitare quanto più possibile perdite di iodio, è consigliabile conservare il sale in un luogo fresco, al riparo dalla luce e dall’umidità.

 

Quali sono le dosi consigliate di iodio?

Per consentire un corretto funzionamento della tiroide, nell’adulto è necessario assumere ogni giorno una quantità pari a 150 microgrammi al giorno di iodio.
Nelle donne in gravidanza e allattamento il fabbisogno giornaliero di iodio aumenta a circa 250 microgrammi al giorno. Infatti, durante la gravidanza la tiroide materna produce una maggiore quantità di ormoni tiroidei, fondamentali nelle prime settimane di gravidanza per un corretto sviluppo del Sistema Nervoso Centrale del feto, successivamente, a partire dalla 16-18 settimana gestazionale, è la madre che fornisce al feto lo iodio necessario per la sintesi dei suoi ormoni tiroidei.

 

Quali sono le dosi consigliate di sale iodato?

E’ importante non superare mai i 5 grammi di sale al giorno, pari alla quantità contenuta in un cucchiaino, perché il sale aumenta il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari e renali. Ne dobbiamo dunque assumere “poco, ma iodato”, come recita lo slogan di un’apposita campagna ministeriale volta a prevenire le patologie tiroidee da iodocarenza.

 

Se stai pensando ad una gravidanza, assicurati di assumere abbastanza iodio

Per una donna che desidera una gravidanza, è molto importante assumere un'adeguata quantità di iodio attraverso il consumo di alimenti che ne sono ricchi, come una tazza di latte al mattino a colazione, e l’utilizzo abituale di sale iodato, senza superare i 5 grammi al giorno: questa attenzione sin dal periodo pre-concezionale riduce fortemente il rischio di una carenza di iodio nelle prime fasi della gravidanza. Durante la gravidanza, oltre alle buone abitudini alimentari, va consigliata l’assunzione di polivitaminici contenenti iodio per garantire un apporto iodico ottimale.

 

 

(FONTE: Ministero della Salute)


 

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2025

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